TREND. Durante gli ultimi trenta giorni 5,6 milioni di utenti hanno cercato voli per raggiungere l’Italia, 641,9 mila in più rispetto al mese precedente: dopo la brusca frenata di dicembre, causata dal lockdown natalizio, le ricerche sono tornate ad aumentare gradualmente, ma sembra che nelle ultime settimane ci sia stato uno slancio più forte. Rispetto al mese di gennaio, le ricerche sono aumentate del 13% ma, nonostante l’Italia sia attualmente il quinto Paese più cercato al mondo e il trend sembra aver trovato una sua stabilità, forse è ancora presto per gridare alla ripresa.

È interessante notare che sono soprattutto gli italiani ad aver contribuito alla crescita (per il 36%), insieme a spagnoli (14%), tedeschi (10%) e inglesi (10%). Quello inglese, in particolare, sembra essere il mercato estero più attivo (grazie al programma di allentamento delle restrizioni annunciato dal governo) ma sembra che l’euforia iniziale stia pian piano smorzandosi: nonostante il via libera ai viaggi internazionali, a differenza di altri Paesi l’Italia non si è ancora espressa in merito all’accoglienza dei viaggiatori vaccinati, così come non ha programmato corridoi turistici, o indirizzato il programma di vaccinazione in modo da creare zone turistiche Covid-free.

 

LE DESTINAZIONI. Lombardia e Lazio, grazie al grande flusso dei capoluoghi, sono le Regioni più cercate e da sole rappresentano il 39% delle ricerche. Durante le ultime settimane, però, l’interesse dei viaggiatori è aumentato soprattutto per le Regioni del sud e le isole: i voli per la Sicilia, ad esempio, sono fortemente aumentati negli ultimi 30 giorni, passando da 660,7 mila a 944,4 mila, con una variazione percentuale del 42,9%. Forti aumenti anche verso la Sardegna, che passa da 271,9 mila a 378,5 mila (+39,2%). Seguono la Calabria (+16,8%), la Puglia (+15,6%), la Campania (+2,6%).

Oltre a Milano e Roma, i viaggiatori sono interessati in particolare a Catania (con 484 mila voli cercati negli ultimi 30 giorni); Napoli (412 mila), Palermo (351 mila), Venezia (343 mila), Bari (229 mila) e Bologna (213 mila).

 

L’ESTATE ITALIANA. Nonostante il vivo interesse per l’Italia e il risveglio di alcuni mercati, la programmazione di un viaggio, in questo momento, è ancora ostacolata da numerosi fattori e il clima di fiducia verso i mesi estivi è basso: il peggioramento della situazione sanitaria non ci permette ancora di fare previsioni su quello che sarà il turismo nei mesi caldi e i viaggiatori, inevitabilmente, cercano voli con partenza a breve termine. Il 60% ha cercato voli in last minute (febbraio e marzo), mentre il 5% ha cercato voli per giugno, 6% luglio e 5% agosto. C’è da dire che sono soprattutto gli stranieri quelli che cercano nel lungo periodo: considerando il mese di luglio, ad esempio, gli stranieri sono il 73% dei viaggiatori interessati, mentre gli italiani sono il 27%.

Anche nel sud e isole la distribuzione delle ricerche è poco orientata verso i mesi estivi, soprattutto in Calabria: solo il 4% dei viaggiatori vorrebbe raggiungerla nel mese di luglio, mentre ben il 68% è interessato a spostamenti entro il mese. Questi dati rispecchiano certamente la tradizionale composizione della domanda turistica della regione, tipicamente a basso tasso di turismo straniero e con una forte stagionalità. L’unica Regione dove sembra che ci sia un certo movimento per la stagione estiva è la Sardegna (non a caso la prima d’Italia in area bianca): ben il 42% di tutte le ricerche nazionali con arrivo nel mese di luglio è per raggiungere gli aeroporti sardi, così come agosto (37%) e giugno (36%). I turisti interessati sono soprattutto italiani (66 mila), che cercano voli specialmente per il mese di agosto; seguono gli inglesi, che preferiscono il mese di luglio, mentre tedeschi e spagnoli sono meno stagionali.

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