TREND. Con l’annuncio del blocco degli spostamenti e del nuovo lockdown, la ventata di fiducia che aveva stimolato i viaggiatori dopo l’arrivo del vaccino si è inevitabilmente affievolita e, nonostante il trend delle ricerche fosse in salita, la notizia di un nuovo periodo di restrizioni ha frenato il primo timido indizio di ripartenza. Dopo il picco di 1,7 milioni di ricerche nella settimana 29 novembre – 5 dicembre, le ricerche di voli per l’Italia sono gradualmente diminuite, con un minimo di 600 mila durante la settimana di Natale.

Secondo i risultati di una ricerca di Expedia Group, un turista su due si sente ottimista di viaggiare entro i prossimi 12 mesi e l’Italia è la meta più desiderata dai dreamer internazionali: secondo i nostri dati il 66,7% delle ricerche di voli degli ultimi 30 giorni proviene da utenti stranieri, mentre gli italiani rappresentano il restante 33,3%. Questo dato sembra contrapporsi alle teorie che vedono il 2021 come un anno quasi completamente domestico, ma bisogna considerare due fattori: in primo luogo, la propensione al viaggio è diversa tra i vari Paesi perché dipende fortemente dalla situazione sanitaria del Paese d’origine del viaggiatore; in secondo luogo, la tendenza alla staycation è (e sarà) il principale motivo per il quale gli italiani cercano meno voli aerei.

Sicuramente, un fattore che inciderà sul dove e quando viaggiare sarà la percezione della sicurezza: il rischio di contrarre il virus è ancora alto, spaventa il viaggiatore, e secondo l’analisi di FTourism in Destination&Tourism, i turisti del 2021 daranno molta importanza ai servizi di sanificazione e alle misure preventive anti-Covid, non solo nella struttura ricettiva ma in tutta la destinazione.

 

TREND A CONFRONTO. Senza alcun dubbio i volumi delle ricerche sono sensibilmente cambiati rispetto al 2019: confrontando stesso periodo (3 dicembre – 3 gennaio) con i dati del 2020 le ricerche di voli aerei per l’Italia sono diminuite dell’84%. Per recuperare le performance pre-Covid occorrerà del tempo, ma si può capire molto dall’andamento delle ricerche in questo periodo di crisi: ad esempio, nel grafico Trend a confronto sono state comparate le ricerche dei due anni razionalizzando i dati con numero indice in base 100. Si nota subito che l’andamento delle curve è simile e che le variazioni registrate nell’ultimo mese sono in realtà tipiche del periodo, soprattutto in alcuni giorni: il 19, 24 e 31 dicembre diminuiscono le ricerche di voli aerei, mentre nei primi giorni di gennaio i viaggiatori sembrano essere più interessati e motivati.

Alcune variazioni, dunque, sembrano essere tipiche del periodo, anche se gli eventi di quest’anno hanno fatto emergere delle differenze: sia il 20 che il 27 dicembre è stato registrato un aumento significativo delle ricerche (rispettivamente del 25,1% e del 44,4%), due date importanti che hanno segnato l’inizio del blocco degli spostamenti e l’inizio delle vaccinazioni.

 

QUANDO CERCANO. Secondo i dati dell’ultimo mese, i turisti stanno cercando voli per l’Italia soprattutto per il mese di gennaio, ma siamo ancora nel periodo delle festività natalizie e molto probabilmente si tratta di viaggi di rientro (il 56% si riferisce a voli con partenza entro il 10 gennaio). Per il momento l’interesse nella ricerca dei voli è ancora legato agli spostamenti per necessità e per leggere meglio le future intenzioni dei turisti bisognerà attendere i dati dei prossimi giorni. Nel frattempo, emergono alcune date per le quali si registra un movimento significativo: ad esempio, per il weekend di San Valentino le ricerche aumentano del 29,4%, e nel mese di aprile il 31% delle ricerche è concentrato nel periodo di Pasqua. Si registra qualche movimento nei fine settimana della tarda primavera, mentre i mesi estivi sono ancora poco cercati.

In realtà, rispetto al 2019 la distribuzione delle ricerche non è molto diversa: a parte delle differenze nei primi mesi dell’anno, anche nel dicembre 2019 i viaggiatori cercavano poco l’Italia nei mesi estivi, concentrandosi invece sulla primavera. La booking window, invece, rimane ancora molto bassa, trascinata numericamente dal periodo dei rientri: il 37% dei viaggiatori cerca voli per l’Italia entro i 30 giorni (erano il 16% nel 2019); mentre gli arrivi tra 30 e 60 giorni, indicativamente tra febbraio e marzo, rappresentano il 19%, contro il 9% del 2019.